giovedì 24 febbraio 2011
ALIENI CATTIVI
giovedì 14 ottobre 2010
COLLISIONE ASTEROIDI O ASTRONAVE ?
ma ora atteniamoci ai fatti leggendo il seguente articolo
Il telescopio spaziale Hubble
immortala una collisione fra asteroidi
martedì 12 ottobre 2010
ASTEROIDE SFIORA LA TERRA
Ore 13: un altro asteroide sfiora la Terra
È passato oggi a 45.500 chilometri: un fenomenoin aumento negli ultimi mesi nel sistema solare
12 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
GLIESE 581 G , un pianeta simile alla terra
La distanza e' quella giusta perche' l'acqua scorra sul pianeta in forma liquida e le dimensioni sono sufficienti perche' si crei la gravita' necessaria a mantenere un'atmosfera attorno al pianeta. Ciò non significa necessariamente che su Gliese 581 G si siano sviluppate forme di vita, ma le condizioni di base perche' cio' avvenga esistono. E Butler e Vogt sono convinti che simili condizioni esistano anche in altri sistemi solari.
giovedì 29 luglio 2010
ALIENI SULLA LUNA
in molti siti dedicati all'argomento UFO è stata pubblicata la notizia che ho sotto pubblicato, se quanto vi si dice fosse vero , il solo immaginare che il nostro satellite in epoche remote possa aver ospitato una qualche forma di civiltà aliena è a dir poco stupefacente "WASHINGTON, Un noto scienziato ha portato le prove che la superficie Lunare ad un certo punto nel passato è stata abitata da vita intelligente.: Una statuetta di 10 pollici raffigurante una figura Angelica era incrostata in una roccia Lunare riportata dalla missione Apollo 11."
Il Geologo Dott. Morris Charles ha rivelato l'altra settimana che la NASA per mezzo dei suoi laboratori ha estratto "l'Angelo" da una roccia lunare riportata a terra durante la missione Apollo 11 40 anni fa nel 1969.
Il Dott. Charles è stato un scienziato della NASA per 23 anni ma ha lasciato l'agenzia spaziale nel 1987 pur mantenendo stretti contatti con i suoi ex colleghi.
"Le implicazioni create da questa statuetta sono assolutamente fuori da ogni immaginazione" ha comunicato ai reporters. "Significa che ad un certo momento nel lontano passato la Luna ha avuto un ecosistema in grado di favorire la vita o quantomento consentirla. E quello che c'è di piu', è che un tempo è stata la casa di una sofisticata civiltà, le cui genti possedevano un alto senso di raffinatzza e bellezza.
L'Angelo - una figura umanoide femminile con lunghi capelli e ali sulla schiena è fatto di una lega di ferro che si puo' trovare esclusivamente sulle montagne lunari, non esiste sul nostro pianeta.
Quindi la statuetta è stata fabbricata li e non vi è stata portata o lasciata da qualcuno. Questa stauetta era quasi competamente inserita all'interno di una roccia Lunare.
E' stata esaminata da esperti che concordano con il Dott. Charles nella considerazione sul tipo di cultura che puo' averla realizzata.
"Chiaramente questi esseri ebbero un senso religioso che assomiglia molto al nostro". è stata l'opinione di coloro che l'hanno esaminata.
Basandosi su un analisi chimica del metallo, i geologi che l'hanno esaminata hanno stimato l'età della statua in circa 200.000 anni, questi sono 170.000 anni in piu' del tempo in cui la specie umana per come la conosciamo oggi è apparsa sulla Terra.
Molti ora si chiedono come mai è stato tenuto segreto per cosi tanti anni, "questo oggetto è conosciuto dagli insider della NASA da anni" ha detto Charles Morris, "ma i responsabili ad alti livelli dell'agenzia hanno tenuto questa informazione segreta e classificata, con il pretesto del panico che potrebbe creare una rivelazione del genere" come molte altre (NDR).
La NASA ufficialmente smentisce le allegazioni del Dott. Charles, la statuetta è stata esposta a fotografi e stampa ma è ora tenuta per ulteriori studi in una località segreta.
Foto della conferenza stampa.
domenica 20 giugno 2010
ASTRONAVE ALIENA SULLA LUNA , APOLLO 20
RITROVAMENTO ALIENO ,MISSIONE APOLLO 20
il corpo dell'aliena fu portato a bordo del LEM dell'Apollo 20 ed esaminato accuratamente , chiaramente nessuno è in grado di garantire l'autenticità del filmato per cui non sappiamo se siamo di fronte all'ennesima bufala o ad un'altra verità nascosta.....la cosa curiosa è che in questo filmato non appare nessuno strumento alieno , e questo è abbastanza strano considerando la quantità di strumentazioni che normalmente sono presenti in ogni velivolo e indossati da qualsiasi pilota, consideriamo ,inoltre, che gli astronauti non indossavano nessuna protezione contro eventuali contaminazioni biologiche, cosa strana visto che al ritorno da ogni missione Apollo gli astronauti venivano tenuti in una rigorosa quarantena
RELITTO ALIENO, MISSIONE APOLLO 20
Effettivamente la sagoma è inconfondibile e sembra di vedere una delle astronavi rese tanto famose dai film di Guerre Stellari
già tutto sembra fantastico così com'è ma la presenza dei numerosi fori sullo scafo lascia inquietanti
quesiti, si tratta dei danni provocati da qualche potente arma o da qualche pioggia di meteoriti ? A questo punto la fantasia ci suggerisce scenari incredibili, se i danni sono stati provocati da qualche tipo di arma che cosa ha potuto affrontare ed abbattere un'astronave lunga ben tre chilometri ? E sopratutto perchè c'è stata battaglia ?
Se invece i fori sono stati creati dai meteoriti che abitualmente colpiscono la luna, da quante centinaia di anni questo relitto giace sul suolo lunare ?
Secondo alcuni esperti questo relitto giace sul suolo lunare da migliaia di anni ma a questo punto i misteri s'infittiscono , pare che l'Apollo 20 fosse una missione congiunta con l'ex Unione Sovietica che raggiunse il relitto e vi trovò i resti dell'equipaggio alieno, possibile che da allora non siano più state fatte ulteriori indagini e nulla più sia trapelato ?
Da allora sono passati ben 40 anni e nessuno ha mai saputo dire se la missione Apollo 20 fu veramente fatta, i nomi dei presunti astronauti rimangono sconosciuti negli archivi della NASA e dell'aeronautica militare statunitense, anche il personaggio che fece queste rivelazioni consegnando i filmati sembra essere sparito nel nulla , tutto questo non fa altro che alimentare i dubbi sulla veridicità di queste testimonianze . L'unica cosa certa che rimane sono i filmati dell'Apollo 17 che fanno vedere una strana forma cuneiforme semisepolta nella sabbia lunare , forse era davvero il relitto di un'astronave aliena e forse oggi non lo è più , almeno dopo che lo scorso anno la NASA ha deciso di bombardare la luna con un missile balistico ad alto potenziale proprio nel punto in cui giace il relitto , ufficialmente l'esplosione serviva a creare un'onda sismica per rilevare la presenza d'acqua nel sotto suolo lunare , ma non è escluso che il vero scopo fosse quello di far sparire prove inbarazzanti che confermerebbero che non siamo noi i padroni dell'universo
domenica 13 giugno 2010
AREA DI CONFINE
.......ed eccoci ad aprile col numero 43, gli articoli ai capitoli 44 e 52 mi interessano particolarmente e sono sicuro che non mi deluderanno
ARRIVANO GLI UFO
quando la fantasia supera la realtà..........e se fosse vero ? non la vedo bene, anche in Australia esistono campi d'accoglienza per gli immigrati clandestini provenienti dall'Asia
(ANSA) - ROMA, - La profezia impazzava sul web gia' da alcuni giorni ed oggi, almeno nel 'fantastico' mondo di Internet, si e' realizzata. In un video su YouTube appare quello che, secondo alcuni, e' l'arrivo degli extraterrestri sulla Terra, come annunciato in un messaggio sui blog della sedicente ex attrice australiana e medium, Blossom Goodchild. Nel video da Shanghai si vedono un centinaio di persone con la testa in su, che guardano e fotografano una presunta astronave. Realta' virtuale?
sabato 12 giugno 2010
NANOTECNOLOGIA ALIENA
VITA SU MARTE
l'articolo è molto interessante e lascia immaginare affascinanti ipotesi....
I poligoni marziani visti da vicino
Le strutture che rivelerebbero la presenza di acqua sono più piccole di quanto previsto: così la sonda mostra un territorio complesso e attivo
Le prime immagine riprese da Phoenix, la sonda che la notte tra il 25 e il 26 maggio scorso è arrivata su Marte e che avrà il compito di cercare tracce di acqua e vita, mostrano qualcosa di diverso da quello che gli scienziati si aspettavano di vedere. Le pianure del Nord sembrano infatti un ambiente più complesso e attivo di quanto si pensasse, e la vallata è puntellata di figure geologiche, i cosiddetti “poligoni”, di dimensioni minori rispetto a quelle previste.
Lo ha annunciato Peter Smith, ricercatore dell’University of Arizona(Tucson, Usa) a capo della missione Nasa, durante una conferenza stampa. Le immagini inviate sulla Terra attraverso la sonda Odyssey, rivelano un paesaggio familiare agli studiosi del sistema polare terrestre. I poligoni, che già precedenti missioni avevano individuato come una delle prove della presenza di acqua ghiacciata nel sottosuolo di Marte, sono infatti simili a quelli che caratterizzano il permafrost delle regioni polari sulla Terra. Solo che hanno un diametro di circa 1,5-2,5 metri, inferiore a quello che era stato calcolato in base alle immagini inviate in precedenza dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter, e a quanto previsto dai modelli climatici elaborati per il pianeta rosso.
“È possibile che ci siano poligoni dentro altri poligoni”, ha commentato Smith: sulla Terra simili strutture sarebbero infatti prodotte dall’espansione e dalla contrazione stagionale del suolo ghiacciato. Quando fa molto freddo il terreno si contrae. Le fratture vengono allora riempite dall'acqua durante i periodi più caldi e quando torna l'inverno l'acqua si ghiaccia espandendosi e agisce come un cuneo. Nei periodi molti freddi, lo stesso ghiaccio si contrae fratturandosi secondo motivi geometrici e nelle fratture prodotte penetra polvere secca. In questo modo il ghiaccio non ha più spazio sufficiente per espandersi nuovamente quando le temperature si alzano; di conseguenza il suolo si deforma producendo piccoli tumuli al centro dei poligoni e canali poco profondi ai bordi. Secondo Michael Mellon, membro della missione dell’University of Colorado, la dimensione dei poligoni potrebbe essere determinata dallo spessore dello strato di suolo soprastante. Uno strato di ghiaccio più superficiale, più soggetto alle rigide condizioni atmosferiche, tende a fratturarsi maggiormente mentre in profondità è più facile che i poligoni restino grandi.
Secondo il ricercatore, se si individuassero poligoni “attivi”, che continuano a espandersi e contrarsi regolarmente, sarebbe possibile, analizzando la distanza tra i vari strati di rocce in superficie, studiare come sono cambiate le condizioni climatiche su Marte nel recente passato. Per esempio un clima più caldo potrebbe avere spinto le masse di ghiaccio a profondità maggiori, creando poligoni più grandi. (f.g.)
ABDUCTION
di Corrado Malanga
per Edicolaweb
Quando abbiamo cominciato a verificare la realtà dei fenomeni di abduction in Italia abbiamo cercato anche di accumulare prove oggettive della realtà di un fenomeno che si presentava come estremamente elusivo nei confronti dell’osservazione.
Da una parte c’era la soggettività di chi racconta ed evoca i suoi ricordi, dall’altro la mancanza di "prove oggettive".
La presenza di cicatrici sul corpo dei rapiti o di impianti, di probabile natura aliena, nel corpo di questi poveri malcapitati, poteva fornirci dei dati che tagliassero la testa al toro, cioè che una volta per tutte dimostrassero la realtà del fenomeno preso in esame.
Allora eravamo agli inizi della nostra ricerca e pensavamo ingenuamente che bastasse portare una prova concreta alla comunità scientifica e questa l’avrebbe dovuta accettare. Non sapevamo ancora che la comunità scientifica non esisteva e non ci eravamo ancora accorti che il periodo degli scienziati era come quello dei miracoli... passato!
Comunque in quell’ottica facemmo alcune indagini che partivano come sempre dalle "rivelazioni" dei nostri addotti che successivamente venivano controllate attraverso analisi di tipo medico.
Partendo come sempre da alcune osservazioni condotte da Bud Hopkins, in America, sembrava potersi evincere che gli alieni utilizzassero una strana tecnica chirurgica e con una specie di "bisturi di luce", introducessero qualcosa nel naso dell’addotto durante il rapimento.
In effetti tutti gli addotti da noi conosciuti in Italia soffrono spesso di perdite di sangue dal naso, da una sola narice, di solito la destra ma non sempre. Durante questa strana operazione infatti il medico alieno avrebbe abraso il tessuto parenchimatico della cavità nasale provocando una specie di fragilità capillare che poteva essere la causa di queste perdite di sangue. Successivamente Hopkins e noi potemmo constatare attraverso la Tomografia Assiale Computerizzata la presenza nell’ipofisi di un granellino scuro di circa tre millimetri che alcuni addotti avevano... da sempre.
Non si trattava di un tumore, poiché questo è di solito molto più grosso quando viene scoperto ed appare comunque di colore più chiaro, come si può vedere in questa radiografia.
Il soggetto addotto ci raccontava in ipnosi che un "grigio", cioè uno di quegli esserini piccoli alti un metro e venti con quattro dita negli arti superiori, dotati di un dito opponibile, puntava una strana pistola, che sembrava quasi ad aria compressa, nella narice del soggetto e sembrava prendere la mira per sparare qualcosa, guardando in uno schermo, o qualcosa di simile, posto a volte dietro la testa dell’addotto che era sempre sdraiato su qualcosa che assomigliava ad un lettino. A volte lo schermo era ben visibile ed era posto di lato al soggetto che subiva questa strana posizione. Alcuni addotti raccontano anche di aver visto la figura di un cranio nello schermo ma nessuno faceva riferimento al proprio cranio.
Cioè, in altre parole, nessuno degli addotti ha mai pensato che quello che si vedeva nello schermo fosse il suo cranio. Comunque quando il grigio aveva ben bene preso la mira con questa strana pistola, sparava qualcosa nel naso del povero malcapitato che sentiva un dolore acutissimo, lancinante nel cervello, proprio tra l’occhio destro e la parte superiore del naso, con immediata conseguenza di perdita dei sensi.
In ipnosi i soggetti che avrebbero subito questa esperienza cominciano a respirare molto male, come se avessero il naso occupato da qualcosa e dicono di sentire il sapore del sangue in gola, aumenta a quel punto la frequenza di inghiottimento e il nostro paziente comincia ad imitare, mimando con la propria gestualità, una scena come se avesse qualcosa di schifoso in bocca: "...è una strana pappetta gelatinosa, fredda, che entra in gola... mi dicono di star buono che fra un poco non sentirò più niente...".
A volte uno degli inservienti alieni fa inghiottire anche una specie di pillola molto amara al soggetto dicendogli che dopo si sentirà meglio.
I primi racconti di questo tipo risalgono addirittura al secondo addotto che esaminammo, da un punto di vista storico in Italia, quindi molti anni fa, quando ancora non sapevamo niente sulle tecniche operatorie non invasive nasali.
Ed ecco arrivare dalla Cina il dottor Jho, del Center for Minimally Invasive Neurosurgery Department of Neurosurgery, University of Pittsburgh. Riportiamo l'immagine della home del suo sito, mentre il sito web è consultabile qui.
Come si può notare, la tecnica non invasiva di questo chirurgo è in grado di operare sulla pineale senza aprire il cranio ma passando attraverso l’osso sfenoide che viene praticamente sfondato in un piccolo punto.
Il problema nacque quando scoprimmo che con questo sistema si poteva non solo togliere qualcosa dal cervello del paziente ma mettere anche qualcosa a livello di ipofisi. L’apparecchio che serviva per mettere questo qualcosa era una strana pistolina a pressione praticamente identica a quella che veniva descritta dai nostri addotti.
Ma la cosa ancor più interessante era costituita dal fatto che le cose che venivano ficcate attraverso il naso nel nostro cervello erano dei componenti elettronici in grado di monitorare attraverso sedici microantenne l'intera attività del cervello umano.
Ed ecco come questa "brainradio" era fatta: la vediamo riprodotta nella foto.
Attraverso un sistema di reti a "ponti caldi", collegati con i satelliti artificiali, con questo aggeggino possiamo essere monitorati in tutte le parti del mondo. Sì perché l’aggeggino che non è più grande di circa due millimetri e mezzo funziona come un "trasponder" e riceve corrente elettrica praticamente via radio. Ciò vuol dire che non ha bisogno di alimentazione e che è praticamente eterno.
Ma le nostre scoperte non finivano qui. Era già strano che i nostri addotti non avendo mai sentito parlare di "chirurgia transfenoidale" descrivessero perfettamente le tecniche impiegate già dieci anni fa. Era altresì interessante scoprire che questi addotti avessero anche il microcip nel cranio. Era però assai strano che le tecniche descritte in ipnosi dai nostri addotti ed ascrivibili a tecniche aliene fossero di dominio dei così detti Terrestri da pochi anni.
Era terrificante un fatto: che alcuni esseri umani fossero stati impiantati per essere controllati dagli alieni... lo sapevamo da tempo, ma anche da chi ci governa... questo proprio non ce lo aspettavamo!
Come facciamo a dirlo?
Semplice: andate a leggervi i brevetti, i famosi "patent" americani sulle nuove invenzioni per il controllo della personalità attraverso i trasponder cerebrali.
Scoprirete attraverso la consultazione di questi "patent" come si può alterare la coscienza umana, come si può far vedere e sentire cose che non ci sono, come si può alterare la percezione, i ricordi, le sensazioni sessuali, come si può far dormire, sognare, come si può eliminare un soggetto, per un infarto al miocardio, tutto via radio.
venerdì 11 giugno 2010
ISAAC ASIMOV
Stasera a nanna presto.... fuori c'è una vera e propria tempesta di vento e dopo cena mi sono ritrovato tra le mani uno dei miei vecchi libri preferiti .....penso che siano passati più di 10 anni da quando lo lessi l'ultima volta.....ho deciso......mollo tutto e mi ficco sotto le coperte in compagnia di una buona lettura....buona serata Community....
Ambientazione
Isaac Asimov introduce per la prima volta due dei personaggi più riusciti e popolari della sua letteratura: il detective umano Elijah Baley e il robot R. Daneel Olivaw. La storia si svolge sulla terra, in un futuro lontano tremila anni. In questa epoca la terra è sovrappopolata e i suoi abitanti vivono in vaste megalopoli sotterranee, le Città, capaci di sostenere tutte le esigenze delle decine di milioni di cittadini che vi vivono. Una parte degli esseri umani nei secoli precedenti aveva invece colonizzato 50 pianeti esterni, conosciuti come i "Mondi Spaziali". I mondi spaziali sono scarsamente popolati e usano i robot per tutti i lavori manuali. Nei mondi spaziali gli umani si sono evoluti in maniera diversa dai terrestri: hanno sconfitto tutte le malattie e grazie ad una elevata selezione genetica sono riusciti ad elevare la loro aspettativa di vita fino a quaranta decadi. Una delle differenze principali fra Spaziali e terrestri riguarda l'uso dei robot che sono ampiamente usati dagli Spaziali, ma visti con diffidenza dai terrestri che ne limitano l'uso all'esterno delle Città per i lavori nei campi.
Asimov immagina le Città future come una estensione delle odierne metropolitane: vie celeri attraversano la Città da un capo all'altro arrivando alle mense pubbliche, ai bagni comuni (i Personali) ai luoghi di lavoro e fin quasi dentro le case in modo tale che nessuno esce più nel mondo esterno ma rimane sempre all'interno dei suoi Abissi d'acciaio. In realtà la maggior parte della popolazione non riesce più ad uscire in quanto sofferente di una grave forma di agorafobia causata proprio dal fatto di crescere senza mai vedere l'esterno.
Asimov in questo e nei seguenti libri del Ciclo dei Robot dipinge una situazione di conflittualità tra i terrestri, il cui stile di vita è diventato pseudo-socialista a causa della sovrappopolazione e della mancanza di privacy, e gli spaziali, che limitando le nascite e sviluppando la selezione genetica sono diventati longevi, ricchi e con un grandissimo senso della privacy.
Trama [modifica]
Il crimine centrale del libro è un omicidio commesso prima dell'inizio del romanzo. Roj Nemmenuh Sarton è l'ambasciatore degli spaziali, vive nell'avamposto degli spaziali poco fuori la Città di New York. Per molti anni ha cercato di convincere il governo terrestre ad alleviare le restrizioni anti robot. Una mattina viene ritrovato fuori della sua casa con il torace imploso a causa di un colpo di pistola energetica. Il commissario di polizia ordina ad Elijah Baley di trovare l'assassino. Elijah deve però lavorare con un collega spaziale, un robot umanoide di nome R. Daneel Olivaw. Insieme cercheranno di risolvere il caso ed evitare un incidente diplomatico planetario che potrebbe causare la distruzione della Terra.
Un aspetto centrale del romanzo è il contrasto tra l'umano Elijah e Daneel il robot umanoide. Asimov usa il robot per disquisire della natura umana. Mentre si sta confrontando con un "Medievalista" che ha paura che i robot soppianteranno gli esseri umani, Baley capisce che i robot umanoidi sono delle perfette imitazioni dell'essere umano, ma non potranno mai essere come gli uomini poiché essendo macchine non riescono a capire l'arte, la bellezza o lo stesso concetto di Dio ma solo i concetti esprimibili mediante equazioni matematiche. Nonostante tutto, nella scena conclusiva, R. Daneel mostra un senso di moralità. Capisce infatti che l'omicida deve essere trattato con indulgenza, realizzando che la distruzione del male è meno desiderabile della conversione del male in bene.
mercoledì 9 giugno 2010
ANOMALIE SU MARTE
2012 BUFALA
La Nasa stronca gli allarmisti: "Il 2012 è l’anno delle bufale"
Per anni il principale compito della Nasa, l’ente spaziale americano, è stato quello di battere nella corsa spaziale i nemici-colleghi russi dello spazioporto di Baikonur. Poi è diventato fare in modo di spedire in orbita sonde spaziali e shuttle con il minor numero di esplosioni possibili ma spendendo il meno possibile. Tutto questo tenendo in vita una stazione spaziale e il sogno di poter andare un giorno su Marte. Adesso, con gran disappunto delle teste d’uovo di Cape Canaveral, la situazione sembra aver preso un’altra piega. Tra i compiti del più grande ente spaziale del mondo sembra rientrare anche quello di convincere un sacco di creduloni che nel 2012 non ci sarà la fine del mondo.
Tant’è che David Morrison uno dei cervelloni a capo del Nai (Nasa Astrobiology institute) è stato costretto a passare le ultime settimane a smentire l’ipotesi che un misterioso corpo celeste stia per schiantarsi contro il nostro pianetino azzurro. Prima si è visto arrivare un migliaio di domande in proposito sul sito della Nasa. E dopo si è trovato a dover battagliare, a colpi di calcoli e di immagini dallo spazio profondo, contro le strane teorie che circolano su svariati siti web che stanno lanciando il classico: «Tutti quelli che hanno una nave interstellare in garage si diano alla fuga, ma senza panico e dando un passaggio ai vicini». Tanto più che la causa prossima ventura della nostra estinzione sarebbe già classificata e schedata, come un qualunque delinquente. Nome: pianeta Nibiru. Primo avvistamento: ad opera dei sumeri qualche migliaio di anni fa. Prove a carico: un calendario celeste redatto dai Maya si arresta al 2012 anno della distruzione della Terra (e in cui però di Nibiru non si parla affatto). Mandati di cattura: sull’argomento sono usciti anche alcune centinaia di «saggi» e di instant book che hanno invaso il mercato. Tanto per dire in Italia ha avuto particolare successo 2012. La fine del mondo? di Roberto Giacobbo, anche se l’autore ha poi detto di non credere alla profezia, evidentemente non voleva bruciarsi la carriera di divulgatore televisivo.
Ma raccontiamo i fatti con un minimo di razionalità, ammesso che ormai sia ancora possibile. All’inizio fu uno scrittore azzero, pazzerello ma innocuo, a nome Zecharia Sitchin. A partire da metà anni ’70, pasticciando con la mitologia sumera, vendette, con medio successo commerciale, una serie di libri in cui si parlava di un dodicesimo pianeta del sistema solare citato negli antichi testi degli astronomi della Mesopotamia. Un pianeta, tanto per cambiare, pieno di alieni. E poco importa che, fin da subito, gli specialisti cercarono di spiegare ai lettori di Sitchin che il suo modo di leggere le antiche lingue cuneiformi era quanto mai bizzarro. Sino a Sitchin però Nibiru non era ancora considerabile una minaccia criminale, era al massimo un bel posticino pieno di marziani-divinità. Ci pensò una «sensitiva», ovviamente in contatto con un’altra civiltà aliena, dei simpaticoni che abitano su Zeta Reticuli, a informare il mondo che Nibiru si sarebbe schiantato sulla terra. Secondo questa signora, al secolo Nancy Lieder, l’impatto sarebbe dovuto avvenire nel 2003, a maggio. Visto che l’attuale esistenza in vita mia e vostra rovina la bella soffiata degli Zetareticoliani (siamo proprio dei guastafeste) qualcuno, tra cui la stessa Lieder, ha pensato di rivitalizzarla spostandola al 2012 e collegandola al calendario Maya.
Ma questo non basta a spiegare perché il povero Morrison è costretto a smentire categoricamente il rischio di qualsiasi impatto, perché è costretto a dire che di mini pianeti i telescopi ne hanno scoperti tanti ma che girano lontani lontani, senza fare del male a nessuno.
Semplicemente la Sony Picture ha deciso di fare un film a partire dalle leggende sul 2012, un filmone come tanti diretto da Roland Emmerich (quello di Stargate e Independence day). Per pubblicizzarlo però hanno creato un sito chiamato The Institute for Human Continuity che con linguaggio «scientifico» racconta il possibile disastro. È un marketing «virale» che qualcuno ha scambiato per realtà, almeno a giudicare dalle mail spedite alla Nasa. Poi l’ipertrofia delle bufale, l’unica vera legge scientifica che regola Internet, ha fatto il resto.
Insomma quello che era capitato con la Guerra dei mondi di Orson Welles è capitato su scala esponenziale. Allora qualcuno scappò di casa, spaventato dalla radio, oggi la gente scrive alla Nasa: che nella testa di molti costruisce telescopi in segreto al Polo Sud (dove un telescopio c’è da un pezzo), oppure oscura i dati su certe zone dello spazio. E poco importa che il direttore pubblicitario della Sony, Vikki Luya, ripeta ai giornali americani che «È evidente che il sito è la pubblicità di un film». Tanto, quando nel 2012 saremo tutti vivi qualcuno dirà in rete che Nostradamus ha previsto, per il 2016, l’impatto tra il nostro pianeta e un gigantesco tostapane galattico (e di questo c’è riscontro anche in un misterioso calendario segreto di Frate Indovino).
di Matteo Sacchi pubblicato su "il giornale.it"
AREA DI CONFINE
....questo mese un'interessante articolo sull'influenza suina nota come H1N1, è veramente la truffa del secolo ?
SOMMARIO AREA DI CONFINE 50 - NOVEMBRE 2009
EDITORIALE
pag. 12 2012: FINE O INIZIO?
di Raimondo Galante
18 2012: I CALENDARI DELLA DISCORDIA
di Armand du Prez
26 ROSWELL: LE RIVELAZIONI DI PHILIP CORSO
di Giacomo Casale
34 HOUSTON CHIAMA NIBIRU- RISPONDETE
di Betti Galanti
38 UFO E INVISIBILITà
di Pietro Marchetti (GAUS)
46 10.000 A.C. TRA UOMINI E DEI
di Gaetano Masciullo
50 PRUDENZA SI, CECITà NO
seconda parte
di Angelo Carannante
56 DAL FUTURISMO ALL’EXTRATERRESTRIALISMO
di Paolo Bergia
62 A/H1N1: INGANNO GLOBALE?
di Roberto la Paglia
70 MARTE: BRIVIDO A CAPE ST. VINCENT
di Matteo Agosti
RUBRICHE
03 EDITORIALE
06 NEWS
82 POSTA
PREPARARSI AL 2012
Editoriale di Area di Confine numero 50 - Novembre 2009
2012. PREPARARSI ALLA FINE OPPURE...Non si ancora bene di cosa dovremo morire in questa fatidica data e sembra che gli elementi (aria, acqua, terra e fuoco) vogliano agire all’unisono, scatenando nello stesso istante ogni possibile cataclisma. Paradossalmente, è proprio questa esagerazione a darci tranquillità: la rarità di accadimenti quali un diluvio universale, la caduta di un enorme asteroide o l’inversione del campo magnetico terrestre, nonché l’improbabilità di eventi mai registrati come l’inversione del moto di rotazione terrestre e l’esplosione di fl ares solari distruttivi, dovrebbe portare praticamente a zero l’ipotesi di un contemporaneo verifi - carsi di tali sciagure. L’ipotesi di tante eventi apocalittici in contemporanea ci fa capire chiaramente che qualcuno, sulle nostre paure, ci marcia alla grande. Quasi tutti, forse, fra quelli che se ne occupano. E’ quel “quasi”, questo incerto, approssimativo avverbio, a rovinare tutto. Si, perché basterebbe che una sola di queste previsioni fosse esatta per dare consistenza e drammaticità all’intera questione e in fondo, il nostro occuparcene con una certa insistenza è un arduo tentativo di comprendere se qualcuna delle prospettive preconizzate possa essere in qualche modo attendibile. Con la segreta speranza, ovviamente, che tutto si risolva in una bolla di sapone. Intanto i mesi passano e la critica data si avvicina rapidamente, e con essa la possibilità che possa essere la paura a fare dei danni, quelli veri. Immagino già la notte del 21 (o del 23) Dicembre dell’anno in questione. Siete veramente certi, voi, moderni uomini del ventunesimo secolo, eredi dell’illuminimo e dei progressi scientifi ci del secolo precedente, che non morireste di terrore se nelle vostre vicinanze esplodesse un petardo o si verifi casse un pur minima scossa di terremoto? Se non riusciremo a smitizzare rapidamente la faccenda, la paura potrebbe raggiungere livelli parossistici. Ma ciò potremo ottenerlo non smentendo per partito preso le ipotesi in oggetto, ma discutendone ed approfondendo con cura questi temi. In fondo è ciò che non conosciamo a farci veramente paura e, forse, potrebbe essere la paura a fare i danni maggiori. La soluzione allora è evidente: approfondire le nostre conoscenze storico-scientifi che e magari leggere Area di Confi ne. Se poi non dovesse accadere niente di niente, almeno ne usciremo più forti, preparati e consapevoli, proprio come descritto da qualcuna delle tante profezie e proprio come riportato nel nostro articolo di apertura di Raimondo Galante “ 2012 Fine o Inizio?”. In effetti, fatti i dovuti calcoli, l’Inizio è l’ipotesi più probabile. Nel frattempo, andiamo al cinema a vedere l’apocalittica pellicola di Roland Emmeritch “2012”. Saremo noi stessi di Acacia a presentarne la prima a Milano a Novembre di quest’anno. Solo affrontandole potremo vincere le nostre paure! Queste vengono alimentate nei periodi di incertezza economica e politica e, se non bastano quelle della fi ne del mondo, ce ne sono anche altre più subdole , di quelle paure per chi ha fi ducia nella scienza e nei ricercatori e di chi è pronto a vaccinarsi subito per immunizzarsi da un qualcosa che è temuto solo perché presentato in un certo modo. Prima però di prendere decisioni affrettate, leggete l’articolo di Roberto la Paglia “A/H1N1-Inganno globale?”. Lo so, documentarsi costa fatica, ma in cambio abbatte le paure e forse…..ci salva da mali peggiori dell’infl uenza. Purtroppo, forse proprio nel campo medico-farmaceutico potrebbe annidarsi un mostro generato da interessi economici in un settore che eticamente avrebbe dovuto esserne immune. Oltre all’articolo di La Paglia, c’è anche la recensione al libro del dott. Giuseppe Nacci, un libro sui mali incurabili incredibilmente facile da leggere e , nello stesso tempo, giudicato il miglior testo scientifi co del 2006. Genio è colui che rende comprensibili gli argomenti ritenuti “diffi cili”. Doveva essere sul numero scorso ma per motivi editoriali è slittata su questo. L’ultima grande paura è quella degli UFO e degli alieni, alcuni dei nostri temi preferiti, forse perché soggetti ad un rigido cover-up. Il mistero è ciò che attrae di più, non c’è dubbio, e su questo numero sono molti gli articoli che se ne occupano. Paolo Bergia, giornalista di Rete- Ufo coglie addirittura una connessione fra Futurismo ed E.T. con un articolo di una certa, inconsueta raffi natezza. Ma si parla di UFO anche nell’articolo di Pietro Marchetti (GAUS), “Ufo e invisibilità”, come pure in quello di Giacomo Casale “Roswell, le rivelazioni di Philip Corso”. Sapete infi ne con quale delle tante lingue adoperate cominciano i saluti per eventuali E.T. incisi sul disco posto a bordo della sonda Voyager? La risposta nell’articolo di Betty Galanti “Houston chiama Nibiru”. Ma a questo punto penso che molti di voi abbiano già capito qual’è questa lingua.
Buona lettura
di Ennio Piccaluga
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UFO
Appunti e riflessioni, in attesa di un futuro migliore
Tratto da Area di Confine 48 – Settembre 2009
di Robert Straw
Non sarebbe certo molto lontano dalla verità affermare che chiunque si interessa più o meno approfonditamente di Ufologia crede nell’esistenza degli Ufo. Sarebbe invece interessante tentare di definire con quale apertura mentale e quale prospettiva ci si accosta a questa realtà perché, se è vero che gli ufologi credono agli Ufo, è anche vero che molti di loro li osservano in maniera diversa.
Guardare non sempre è osservare
Quando ci accostiamo ad un problema, in special modo a qualcosa che sfugge alla nostra naturale concezione del mondo, del tempo, dello spazio e della vita stessa, entrano in gioco non soltanto la nostra intelligenza e la nostra capacità di aprirci a nuove idee e nuovi concetti; dobbiamo fare i conti anche con l’educazione spirituale ricevuta, con la nostra personale visione del mondo, delle sue politiche, con la nostra stessa coscienza.
Tutti questi elementi spesso contribuiscono a fornire a ciascuno di noi delle visioni diverse dello stesso oggetto; gli osservatori antichi vedevano degli oggetti volanti ma li rapportavano agli angeli oppure a Dio stesso. Come pure, in quella identica visione, a seconda del modo di interpretare la spiritualità, quegli oggetti erano buoni per alcuni o demoniaci per altri.
L’epilessia veniva molto spesso scambiata per possessione diabolica, alcuni però parlavano anche di possessione angelica, altri ancora di vere e proprie crisi mistiche. Eppure, tutti osservavano una persona affetta da una terribile malattia. Lo stesso accade se, presentando un bicchiere colmo d’acqua ad un ipotetico osservatore, chiediamo allo stesso di descriverci cosa sta osservando. La risposta, ovviamente, sarà un bicchiere d’acqua; se però riportassimo allo stesso osservatore lo stesso bicchiere mantenuto in freezer per alcune ore, egli risponderebbe che sta osservando del ghiaccio. La realtà dei fatti è che l’osservatore ha tenuto sotto gli occhi, per ben due volte, sempre la stessa acqua, sia pure sotto diversa forma.
Guardare, in effetti, non significa osservare: l’osservatore indaga l’oggetto, tenta di penetrarlo, ne ricerca l’origine e non si ferma al suo aspetto. Chi guarda, invece, vede ciò che gli è più consono; allo stesso modo chi osserva un Ufo lo prende esattamente per quello che realmente è, ovvero un Oggetto Volante non Identificato, mentre chi lo guarda tende a porlo in armonia con le proprie convinzioni.
Gli UFO visti da Kenneth Arnold nel 1947 (da www.antoniogenna.net).jpg
Dispersioni ufologiche
E’ opinione comune, almeno nel neofita che per la prima volta approda nel mondo dell’ufologia, che i ricercatori, le associazioni e i centri di studio, siano espressione d un affiatamento comune e sinergia di intenti.
Purtroppo la realtà, spesso, contraddice questa opinione e non risulta poi così difficile accorgersi di quanto ciò sia lontano dal vero.
Subito dopo gli avvistamenti di Arnold, nel 1947, tutti iniziarono a scrutare i cieli, alcuni andarono oltre, posero le basi per una ricerca più approfondita, un’ analisi che nel tempo divenne sempre più seria e matura. Fino ad allora era il fantastico a dominare la scena, la possibilità sempre più concreta che altre forme di vita popolassero lo spazio, che la solitudine della razza umana nell’Universo stava per avere fine. Bisognava soltanto trovare ulteriori prove. Ma cosa accadde in seguito?
Accadde semplicemente ciò che natura umana impone; le ipotesi divennero sempre più ardite, il costante Cover Up e le manovre di discredito gettarono scompiglio e malcontento, mentre il tutto veniva condito dalla personale interpretazione di ogni singolo fenomeno.
Dire che ogni ufologo crede fermamente nella realtà degli Ufo e nella loro origine extraterrestre corrisponde sicuramente al vero; nessuno si sentirebbe di smentire una tale affermazione e nessuno sarebbe così folle da spendere la propria vita, i ritagli di tempo, spesso una intera esistenza, cercando qualcosa in cui non crede assolutamente. Malgrado questo sia un dato di fatto, è però interessante far notare che credere fermamente agli Ufo e alla loro origine non rappresenta certo la panacea per risolvere tutti i mali dell’ufologia; credere e confrontarsi con l’oggetto del proprio credo sono infatti due cose ben diverse.
Parlavamo prima della differenza tra guardare e osservare, aggiungevamo l’esplosione di centinaia di diverse ipotesi in campo ufologico, a tutto questo uniamo pure alcune considerazioni di carattere sociale, umano e spirituale ed avremo infine il quadro completo della situazione.
Incisione di Samuel Coccius, che illustra un avvistamento UFO sopra Basilea in Svizzera, nel 1566. (da media.photobucket.com).jpg
Ufologi e Ufologie
Esaurite le paure dei millenni e delle terribili profezie che, puntualmente, non si avveravano, vittime di una profonda crisi di identità e desiderosi di colmare l’incredibile vuoto creato dalla fredda tecnologia e dalla monotonia del quotidiano, gli uomini e le loro idee iniziano una nuova ricerca, qualcosa che possa sostituire i propri desideri inappagati di spiritualità, qualcosa sulla quale scaricare le proprie paure in attesa dell’apocalisse finale, una nuova idea che inneschi il conto alla rovescia verso l’ultima apocalisse, la fine del mondo.
Quale migliore alibi può presentarsi se non quello di un Oggetto Volante Non Identificato, qualcosa di insondabile, misterioso, che non appartiene al nostro mondo, che sembra essere in grado di fare cose a noi umani da sempre negate; quale miglior sostituto è mai possibile trovare per scaricare le nostre paure se non un Ufo?
Ancora una volta osservare e guardare rientrano in campo con la loro sottile valenza; esistono ufologi che studiano gli Ufo esattamente per quello che sono, ovvero macchine volanti provenienti da altri mondi, che spesso interagiscono con il nostro e alle quali bisogna trovare una plausibile e inconfutabile spiegazione. Si tratta di uomini e associazioni che pensano che l’Ufologia sia una seria materia di studio, che comporta sacrifici e conoscenze nel campo dell’aeronautica, della fisica e quanto altro possa essere pertinente; uomini che conoscono le ramificazioni interne a questo argomento ma che sanno trattarle con diplomazia.
Di contro, esistono coloro che guardano e che hanno deciso di vedere quello che il loro intimo bisogno di colmare i vuoti esistenziali deve necessariamente vedere. Non sono pochi gli ufologi che hanno deciso di attribuire agli Ufo valenza divina, che hanno reinterpretato i classici del sapere esoterico con le ipotesi di vita extraterrestre, che hanno tentato di riscrivere la stessa Bibbia e i Vangeli in tema prettamente ufologico.
Decadendo la paura del millennio ad essa si è sostituita quella degli alieni, quasi una nuova religione, con gruppi organizzati e tanti nuovi messia sparsi per il mondo pronti a giurare che i Fratelli dello Spazio li hanno scelti per una ben precisa missione, salvare l’umanità prima della fine dei tempi.
Cospirazioni UfologicheAlla ormai diffusa tendenza ad attribuire una sinergia tra il divino, la magia, l’esoterismo e l’occultismo agli avvistamenti Ufo e alle loro connessioni, si lega anche una seconda classe di ufologi, cioè quelli che hanno sposato la Teoria del Complotto Mondiale come unica spiegazione a tutti i fenomeni Ufo. Come dicevamo prima, tutti siamo al corrente dell’esistenza di un tentativo di screditare l’Ufologia portato avanti da apparati militari, governativi e scientifici; è una sensazione palpabile e molto spesso provata, ma si tratta di un aspetto della materia e non della materia nella sua completezza.
Ridurre il fenomeno Ufo ad un generale complotto nel quale governi senza scrupoli tentano quotidianamente, con la complicità degli alieni, di assoggettare la razza umana, è di certo un modo svilente e semplicistico di porre la questione, oltre che un continuo soffiare sul fuoco dell’allarmismo senza ottenere, tra l’altro, risultati soddisfacenti.
Esiste una questione di metodo, di diplomazia, ed è proprio il metodo che differenzia gli Ufologi e le Ufologie; tutti sappiamo cosa accade ma questo non significa diventare eroi votati alla morte.
Il metodo giusto è destinato a dare risultati nel tempo, riesce a superare le enormi difficoltà che si incontrano quando si parla di Ufo, riesce a farsi ascoltare e penetra nelle coscienze senza violentarle. Quindi, tutti sappiamo cosa accade ma forse non tutti sono in grado di dirlo con le dovute maniere.
Salvi i diritti di ognuno di esprimere la propria opinione, di avere le proprie convinzioni e di coltivarle nella maniera che ritiene più opportuna, sarebbe anche giusto è corretto nei confronti di chi segue l’Ufologia tenere sempre ben presente dei concetti fondamentali legati a delle figure anch’esse fondamentali:
L’ufologo è principalmente un divulgatore, una persona che con i mezzi a sua disposizione porta avanti una indagine nel miglior modo possibile, con passione e amore per la verità, con indefessa convinzione ma anche e soprattutto con apertura mentale e disponibilità al confronto, purché esso sia ovviamente costruttivo.
L’ufologia è una vera e propria branca di ricerca, una scienza che si avvale anche di metodi e macchinari sofisticati, che verifica i risultati ottenuti e tiene conto delle cognizioni scientifiche finora acquisite, anche le più avanzate.
Gli Ufo sono oggetti reali e tangibili, indiscutibilmente attestati da migliaia di avvistamenti, di prove documentali e analisi scientifiche, oltre che arricchiti da un corredo storico di una certa rilevanza. Nonostante ciò devono principalmente essere visti e studiati per quello che oggettivamente, almeno fino ad oggi, sono, ovvero degli oggetti volanti dalle svariate forme, di origine non terrestre e in interazione con il nostro pianeta e la sua civiltà.
Questi tre punti non tolgono ovviamente nulla alle estensioni e alle ramificazioni che potrebbero avere in termini di potenze militari, servizi segreti, scienze più o meno rese note o implicazioni religiose. Resta il fatto che esistono un ordine e un metodo, tutto l’Universo si basa su questa premessa ed ogni ricerca non può non tenerne conto.
Indagare sul fenomeno Ufo significa stabilire anche un ordine e un metodo di indagine, seguiti poi da un efficace ordine e metodo di divulgazione; in tal senso i toni apocalittici, gli allarmismi e le visioni religiose di natura aliena non portano a nessun altro risultato che quello di confondere le idee, oltre che innescare litigi e incomprensioni che non giovano all’Ufologia ma sicuramente a chi vuole screditarla ad ogni costo.
Ogni indagine deve tenere conto dell’oggetto sul quale l’indagine stessa si svolge; non è certamente utile e neanche logico indagare sul significato di qualcosa, prima ancora di averne identificato la natura. Sarebbe come ostinarsi a proporre ipotetici messaggi provenienti dalle figure geroglifiche senza sapere come leggerli.
Molti dei profeti e dei messia ai quali abbiamo accennato in precedenza, oggi non ci sono più, vittime del loro caparbio aggrapparsi ad una verità che mancava di sostanza e, allo stesso tempo, colpevoli di aver trascinato nella loro distorta visione molte persone inconsapevoli, desiderose soltanto di un po’ di pace interiore.
Molti ufologi catastrofisti, allarmisti, pronti a gridare al Complotto Mondiale, sono rimasti senza voce e senza mezzi, mentre il Complotto continua a sopravvivere ai suoi accusatori.
Altri invece , pur conoscendo la valenza del fenomeno Ufo, hanno scelto di divulgare soltanto una delle sue sfaccettature, di farne bandiera per scuotere gli animi, ma la verità non può essere servita in parte; solo nella sua totalità può diventare un’arma delle più temibili.
Rimangono infine coloro che hanno scelto un ordine e un metodo; coloro i quali, pur conoscendo profondamente la materia trattata, pur avendo anch’essi una visione totale di tutte le sue ramificazioni e le sue innumerevoli sfaccettature, hanno deciso che è più saggio divulgare proponendo le idee ed i concetti, che non urlandoli forsennatamente.
In una realtà nella quale verità e mistificazione si alternano senza sosta, teatro di troppi interessi che esulano dalla vera sostanza dell’Ufologia, la prudenza diventa quasi un obbligo oltre che un preciso dovere. Prudenza e metodo distinguono le idee che durano nel tempo, le ricerche coronate infine dal successo, la correttezza di un ufologo, la stabilità di una rivista e il perdurare di un ideale che pur nella sua apparente immobilità, diventa nel tempo opinione seguita e conclamata.
Una speranza conclusiva
L’ufologo è in fondo un modesto seminatore, che osserva nei cieli e nell’ambiente che lo circonda il mutare delle stagioni; con pazienza pianta i propri semi, avendo l’accortezza di aver preventivamente separato lo scarto e tutto quello che non potrà dare frutto. Semina soltanto quando è tempo e, quando sembra non stia lavorando, in realtà osserva ed annota ogni cosa. Non è un avventato, forse è in qualche modo un sognatore, ma chi di noi non si è mai sorpreso a sognare?
E’ perfettamente cosciente che in tal modo gli servirà molto più tempo perché possa raccogliere i frutti del suo lavoro, ma questo non lo spaventa perché la posta in gioco è molto più importante di qualsiasi risultato personale e di qualsiasi riconoscimento materiale. L’ufologo lavora per aiutare coloro che verranno e che a loro volta si interrogheranno su questi strani segnali visibili nei cieli; lavora perché sia più semplice domani trovare delle risposte, perché l’idea che la Vita non sia una prerogativa di questo nostro pianeta ma una costante dell’Universo rappresenta la conquista più grande che l’uomo moderno possa fare.
Chi semina senza sosta con la convinzione che su mille piantine almeno una dovrà comunque dare frutto, si ritroverà sempre ad osservare, alla fine, un campo disseminato di piante secche che soffocano l’unica in grado di dare frutto. La speranza conclusiva risiede forse nel bisogno di fermarsi un attimo, smettere di guardare e iniziare ad osservare lo stato delle cose, con animo libero e spirito di apprendimento, nel rispetto del fenomeno che si sta indagando.
In attesa che un giorno le ufologie si riuniscano sotto l’unica bandiera dell’Ufologia, non ci resta che continuare ad osservare in alto, pensando che ogni piccolo angolo di cielo che esploriamo è, contemporaneamente, una infinitesima parte di quell’ inesplicabile miracolo che è l’Uomo stesso.













